Programma Cantiere dei Saperi 15-21 dicembre 2003
Pescara - Teatro D’Annunzio (spazio al coperto)
Lunedì 15 dicembre
Ore 17.00
Seminario
La storia delle stragi in Italia (a cura di Alberto Marino)
Ore 18.00
Lab
Tele Street (tv di quartiere a cura di GlobalProject Abruzzo con proiezione di video di movimento)
Ore 19.00
Lab
FreeSoftware (a cura di Fausto Di Nisio)
Seminario
Economia alternativa e stili di vita (a cura di Renato Di Nicola, ASF)
Ore 21.00
Incontro
Narrazioni intermittenti del FSE di Parigi (a cura della carovana abruzzese)
Ore 22.30
Cinema
Segreti di Stato di Paolo Benvenuti (Festival di Venezia 2003- Film inchiesta sulla strage del 1951 di Portella della Ginestra)
Ore 23.00
Live music set di RadioCittà
Martedì 16 dicembre
Ore 17.00
Seminario
La storia delle stragi in Italia (a cura di Alberto Marino)
Seminario
La rivoluzione dell'agnello sexy: storie e illuminazioni di Allen Ginsberg, Abbie Hoffman ed altri esploratori, ovvero della genealogia di Seattle (a cura di Maurizio Acerbo)
Ore 18.00
Lab
Tele Street (tv di quartiere a cura di GlobalProject Abruzzo con proiezione di video di movimento)
Ore 19.00
Seminario
Acqua! Conflitti sociali, democrazia e speranza nella gestione dell'acqua. Esperienze di campo interventi su conflitto sociale sulla questione acqua in America latina (Angela Giovannantonio, ASF) e caso spagnolo di cittadinanza attiva per la custodia del territorio e dei fiumi (Luisa Giannangeli, WWF)
Lab
FreeSoftware (a cura di Fausto Di Nisio)
Lab
Inchiesta Con-ricerca e Genere (a cura del collettivo universitario Alter@zioni)
Ore 21.00
Cinema
Il popolo migratore di Jacques Perrin (il più bel film mai girato sulla natura!)
Ore 22.30
Performance
Acqua Fresca di Pablo Sax
Ore 23.00
Cinema
La 25° ora di Spike Lee (favola metropolitana dopo l’11 settembre)
Live music set di RadioCittà
Mercoledì 17 dicembre
Ore 17.00
Seminario
La storia delle stragi in Italia (a cura di Alberto Marino)
Ore 18.00
Lab
Tele Street (tv di quartiere a cura di GlobalProject Abruzzo con proiezione di video di movimento)
Lab
Lettura creativa (a cura del collettivo universitario Alter@zioni)
Ore 19.00
Lab
FreeSoftware (a cura di Fausto Di Nisio)
Lab
Manuale di sopravvivenza nella giungla dei media - tutto quello che devi sapere per stampare adesivi, magliette, striscioni, preparare file per stampa tipografica, inviare allegati e-mail - (a cura di Carlo Sciarra e Lucio Selvaroli)
Ore 21.00
Presentazione
FreeSoftware: Dyne:Bolic (a cura di Isazi, Smilzo e Shezzan della Metro Olografix)
Lab
Il corpo invaso: verso il panopticon (a cura dei Teatri OFFesi)
Ore 22.30
Video
We are the poors. Cronache dal Sudafrica 2002 seguirà incontro con l'autore Michele Citoni Live music set di RadioCittà
Giovedì 18 dicembre
Ore 18.00
Lab
Tele Street (tv di quartiere a cura di GlobalProject Abruzzo con proiezione di video di movimento)
Lab
Lettura creativa (a cura del collettivo universitario Alter@zioni)
Ore 19.00
Lab
FreeSoftware: Dyne:Bolic (a cura di Raffaele Mauro)
Seminario
Acqua! Conflitti sociali, democrazia e speranza nella gestione dell'acqua. Esperienze di campo intervento su privatizzazione degli acquedotti e vendita dei fiumi alla multinazionale Black and Veatch: stato dell'arte e cosa possiamo fare (Isidoro Malandra, ASF).
Lab
Inchiesta Con-ricerca e Genere con Judith Revel - curatrice di “Divenire donna della politica” Posse – (a cura del collettivo universitario Alter@zioni)
Ore 21.00
Incontro
Conflitto del lavoro cognitivo e movimento dei movimenti con Antonio Caronia (Forum dei teatri - Milano) e i redattori di Posse Judith Revel, Francesco Raparelli e Antonio Conti a seguire video Parigi intermittente (Riot Generation Video)
Lab
Il corpo invaso: verso il panopticon (a cura dei Teatri OFFesi)
Ore 22.30
Cinema
Appuntamento a Belleville (Animazione francese con colonna sonora tra jazz e music-hall – vero e proprio evento di Cannes 2003)
Musica
Pietro Di Meco (cantautore)
Live music set di RadioCittà
Venerdì 19 dicembre
Ore 17.00
Seminario
ConFini Zero: antiproibizionismo e dintorni con Sergio Boccadutri e Gianni Piscione a seguire proiezione del video L’erba proibita
Ore 18.00
Lab
Tele Street (tv di quartiere a cura di GlobalProject Abruzzo con proiezione di video di movimento)
Lab
Lettura creativa (a cura del collettivo universitario Alter@zioni)
Ore 19.00
Lab
FreeSoftware: Dynabolic (a cura di Raffaele Mauro)
Seminario
Acqua! Conflitti sociali, democrazia e speranza nella gestione dell'acqua. Esperienze di campo intervento su tutto quello che avreste voluto sapere sul caso del Terzo Traforo del Gran Sasso e dei Laboratori di Fisica Nucleare e non vi hanno mai detto (Augusto De Sanctis, WWF)
Lab
Inchiesta Con-ricerca e Genere (a cura del collettivo universitario Alter@zioni)
Ore 20.30
Incontro
La strategia del caracol: 1994-2004 10 anni di zapatismo con Wilma Mazza (Ya Basta! Nord-Est), Gigi Sullo (direttore di Carta) e Michele De Palma (Giovani Comuniste/i) a seguire proiezione di Caminantes di Fernando De Leon (10 anni di visioni zapatiste)
Lab
Il corpo invaso: verso il panopticon (a cura dei Teatri OFFesi)
Ore 23.00
Live music set di RadioCittà e PurhateZine/RocketIndie
Namosh (sperimentazioni elettroniche di un ballerino performer berlinese)
Collettivo Plus (electro)
Sabato 20 dicembre
Pomeriggio
Iniziativa pubblica contro il terzo traforo e la decisione del Consiglio regionale di negare ai cittadini il referendum
Ore 21.00
Presentazione
Derive Approdi con i redattori della rivista Gigi Roggero e Francesca Pozzi
Ore 22.00
Presentazione
Telestreet - macchina immaginaria non omologata - con l’autore Franco Berardi Bifo
Ore 23.00
Live music set di RadioCittà
Domenica 21 dicembre
Ore 17.00
Lab
Manuale di sopravvivenza nella giungla dei media - tutto quello che devi sapere per stampare adesivi, magliette, striscioni, preparare file per stampa tipografica, inviare allegati e-mail – (a cura di Carlo Sciarra e Lucio Selvaroli)
Lab
Inchiesta Con-ricerca e Genere con Francesca Pozzi – sconvegno - (a cura del collettivo universitario Alter@zioni)
Ore 18.00
Lab
Tele Street (tv di quartiere a cura di GlobalProject Abruzzo con proiezione di video di movimento)
Ore 19.00
Seminario
Linguaggio: il Significante Dominante con Bruno Ventre (redattore di Luoghi Corporei)
Presentazione
Progetto SpaziaPescara con Tommaso Di Biase (Assessore all’Urbanistica del Comune) e Scipione Semeraro (collaboratore di SpaziaRoma, resp. Cultura PRC)
Ore 20.00
Assemblea
Cittadinanza attiva: spazi e territori con la partecipazione del Comitato “ScanZiamo le Scorie”
seguirà proiezione video sulla mobilitazione lucana antiscorie
Ore 22.30
Presentazione
L’impero invisibile con l’autore Mauro Bulgarelli (parlamentare Verdi) e Giovanni Russo Spena (parlamentare PRC)
Festa
SDC Posse (Hip-Hop e Raegge dalla Calabria) + Dj di RadioCittà
Tutti i giorni:
Mostre
Visioni di Parigi Intermittenti del Collettivo universitario Alter@zioni
Personale di Juliaan Hondius –
Acqua Fresca videoinstallazione di Pablo Sax
Raccolta firme
SpaziaPescara
Ritiro truppe dall’Iraq
Internet Point
Libreria Primo Moroni – MovimentAzioni
Punto bar “Osteria di Don Durito”
Cantiere on air dalle ore 18.30 in diretta sui 97.8 e 88.9 di Radio Città – Popolare Network
Tutto questo grazie alla costituente Rete del Nuovo Municipio - partecipazione attiva di cittadini e cittadine: Abruzzo Social Forum, Forum economia e stili di vita, Forum acqua e territorio, Lab. Disobbediente, Ass. Il Mandorlo – commercio equo e solidale, Ass. MovimentAzioni, Ass. Jonathan, Ass. Kabawill, Ass. Dialogo, LAV, WWF, Teatri OFFesi, Radiocittà-Popolare Network, Global Project, Giovani Comuniste/i, Collettivo universitario Alter@zioni, Studenti in movimento, Girotondi, Rocket/PurhateZine, operatori culturali, dello spettacolo, artisti, musicisti, cantanti e molte/i “semplici” cittadine/i attivi.
Cinque domande che suscitano altre domande?
Risposte che aprono a nuove riflessioni?
Un’ intervista che si trasforma in un confronto?.
Esperienze che si toccano e si muovono insieme?.
D: Partendo dalle trasformazioni che hanno interessato il mondo e le figure
del lavoro, trasformazioni che hanno portato a una progressiva precarizzazione, e atomizzazione delle relazioni fra gli stessi lavoratori, tu parli a questo proposito di indifferenza, in che modo questo tipo di dispositivo si inserisce nelle dinamiche del controllo sociale a livello generale.
R: Il paradigma a fondamento del controllo del lavoro è identico a quello
che regola ogni relazione e produzione sociale .
Esso si fonda sulla nozione di controllo preventivo.
Mentre nel paradigma della modernità pesante, si attendeva che un reato
fosse commesso, e una volta verificatolo lo si puniva, oggi in seguito al
passaggio nel paradigma della modernità fluida, non si attende che il soggetto commetta il reato, ma si prevede che un soggetto possa compiere un reato, e lo si penalizza preventivamente.
Inoltre all’interno del primo paradigma l’intervento avviene direttamente
sul reo, mentre nel secondo si individua attraverso un calcolo probabilistico
un soggetto collettivo considerato a rischio. Ad esempio si considera come
cosa probabile che un migrante senza lavoro, senza casa, commetta un reato, e allora lo si reclude in un CPT.
Si è arrivati alla reclusione senza reato, dispositivo che abbiamo già visto
agire nei campi di concentramento.
D: Tu parli di un soggetto controllore di sé stesso che si autodisciplina
e normalizza ai canoni sociali. Il disagio è immediatamente patologizzato,
e si traduce spesso in pratiche di violenza, autolesionismo, depressione.
A questo proposito possiamo dire che il teatro del conflitto si sposta dal
confronto con l’istituzione al corpo stesso?
R: Si, è possibile vedere un trasferimento dei dispositivi all’interno della
persona che diviene attore dell’istituzione attraverso un processo di
autoregolamentazione che lo porta a dissociarsi da sé.
Ad esempio quando un giudice concede la semilibertà a un detenuto, gli fa
firmare un foglio in cui sono scritte le regole del comportamento da seguire.
Il detenuto lo firma e diventa carabiniere di sé stesso: una parte di sé
vorrebbe uscire, fare tardi non rispettare quelle regole ma l’altra parte
comanda di obbedire e censurarsi.
D: Dato che le forme del controllo agiscono direttamente sulla vita , permeandone tutti gli aspetti e inducendo bisogni, è possibile uscire da questa gabbia attraverso un esodo che porti alla creazione di un corpo mai più organizzato?
R: Sicuramente è possibile, perché noi dobbiamo pensare di avere una possibilità dinanzi a noi, però le vie mediante cui ci si organizza in questo momento sono imperscrutabili.
Sicuramente bisogna partire dalla riappropriazione di sé e degli altri insieme, si tratta di un percorso che deve fare i conti con le identità multiple: l’altro non è fuori da te, questa è la strada.
D: A proposito della ricerca di una via per inventare una nuova opzione
politica, ritieni che l’utilizzazione delle nuove tecnologie informatiche
e della rete telematica possa essere lo strumento più efficace per organizzare una lotta globale e creativa che svincoli il corpo dall’involucro del Significante Supremo e renda meno utopico di ieri il configurarsi trasversale di reti rizomatiche di individui liberi?
R: Si e no.
Perché la rete connette ma disconnette con la stessa facilità.
Si può staccare la spina e uccidere l’interlocutore, quindi lavorare sulla
rete va bene ma bisogna anche tenerne presente il rischio.
Il punto centrale è la dimensione della vita di relazione, gli uomini si
toccano e imparano nuove modalità di relazione.
D: Un’ ultima domanda sul Movimento: noi pensiamo che stia attraversando una fase di stallo prodotta da una sorta di scollamento dai flussi concreti più significativi, e che rischi di chiudersi al confronto dialettico con la realtà. Credi che questo sia solo un passaggio ed una fase di preparazione ad un salto qualitativo in avanti?
R: Innanzitutto il Movimento è un’astrazione: siete tanti, ognuno, reti,
fantasie, anche trucchi.
La cosa importante è non guardarlo in modo ingenuo, al suo interno vi sono
anche detriti e cose vecchie. Di molto positivo questo Movimento si chiede
una cosa: il modo di stare insieme che non ponga come centro la condivisione dello stesso punto di vista, ma lo fonda sul conflitto, sul confronto, se pensato in questo modo allora è davvero un processo infinito.