Aporia Mutations Signs Visions WebLogs ComeAway
 
   Mutations  

Mutazioni e trasformazioni del corpo

 


Il cambiamento di ciò che esiste, non è per nulla prerogativa degli uomini […], ma quella del sistema economico, il dinamismo del capitalismo. Sono delle cose che regnano e che sono giovani; che si scacciano e rimpiazzano se stesse

Guy Debord

In questa umanità centrale e centralizzata, effetto e strumento di complesse relazioni di potere, corpi e forze assoggettate da dispositivi di carcerazione multipli, oggetti per discorsi che sono a loro volta elementi di quella strategia, bisogna discernere il rumore sordo e prolungato della battaglia

Michel Foucault

         Il corpo, con l’ingresso della zoé nella sfera della polis (vedi Agamben e Foucault), è nella modernità bersaglio di processi di soggettivizzazione che lo portano ad essere oggetto di sapere, soggetto alle narrazioni del potere. Esso si fa carico delle narrazioni del potere e traduce se stesso, il suo funzionamento, in una significazione del mondo in tropi: corpo meccanico, elettrico, protoindustriale (vedi Tim Armstrong), cyborg (vedi Haraway) e disseminato (vedi Caronia). Dalle traduzioni tra codici viene fuori del plusvalore che, strutturato da un Significante dispotico, risulta un sapere-potere che tiene sotto controllo i corpi (ancora Foucault, Deleuze e Guattari).

         Nella società postindustriale il sapere totalitario che avvolgeva i corpi era strutturato e sistematizzato da pochi forti Significanti: soprattutto il modernismo, l’elettricità, l’efficienza tecnologica e razionalista, il progresso e la produzione industriale. Il corpo veniva piegato su queste rappresentazioni e l’es veniva completamente rimosso e riportato su triangolazioni edipiche.

         Il paradigma postindustriale si differenzia da quello industriale in quanto la dimensione della singola narrazione diminuisce, mentre aumenta il numero dei Significanti dispotici e delle narrazioni stesse. Ciò è dovuto a necessità nuove del capitalismo che, a partire dal 1973 e con le prime crisi petrolifere, abbandona tecniche di accumulazione del capitale tipicamente fordiste e keynesiane per volgere verso un’accumulazione  flessibile (vedi Harvey). I tempi di produzione e di consumo si riducono notevolmente e le narrazioni che devono sostenere i rapporti di potere devono essere leggere e facilmente adattabili a nuove e continue deterritorializzazioni e territorializzazioni. Nello spazio cognitivo che esiste tra corpo e mondo, nelle interfacce che l’uomo si costruisce per tradursi al mondo e per comunicare con esso, nelle tecnologie che egli utilizza, nelle protesi che aggiunge al suo corpo per migliorarsi, nelle singole interfacce si trovano le nuove flessibili mini-narrazioni.

Le interfacce sovrappongono funzionamento e significazione, e nella traduzione opaca che esse operano, il plusvalore di codice strutturato dalle singole tecnologie, dal singolo Significante dispotico, ricopre il corpo; il corpo stesso diviene il suo rivestimento significante.

         Le interfacce di rete, satellitari, dei mondi virtuali, aumentano a dismisura il numero dei Significanti dispotici: la Realtà Virtuale è un’inflazione di Significanti dispotici resi innocui dal totale collasso del sistema dovuto al loro numero. Il corpo disseminato, persa qualsiasi forma di referenzialità, porta ad una nuova ontologia mitologica.